Articolo in evidenza

Cold case

In difesa di Abele.

La nostra società assomiglia sempre di più a quella indiana costituita da caste formate da centri concentrici di influenza e ciascun cerchio è autonomo dagli altri nella totale indifferenza ed a volte nel più bieco cinismo delle persone per gli eventi drammatici accaduti ad un passo dal proprio personale egoismo .

La violenza contro persone indifese, incapaci di opporre resistenza e che, nella maggior parte dei casi, hanno ben pochi soldi o altro da dare ai loro carnefici è in costante aumento, ma sembra che questo non preoccupi più di tanto la c.d. società civile, quella dei colletti bianchi e degli impegni istituzionali perchè: ”cosa vuoi che sia…..a noi non capiterebbe mai” ed infatti, sono omicidi commessi nei confronti degli ultimi (vedasi i due stranieri uccisi recentemente a Barletta nei pressi dell’Ipercoop), nei confronti dei deboli (vedasi le due donne uccise un anno fa in casa in pieno centro a Barletta), nei confronti degli indifesi (la donna di 93 anni massacrata in casa a Bisceglie appena qualche giorno fa), di chi vive ai margini (la giovane ragazza che è stata ritrovata uccisa nel 2007 nei pressi del Santuario dello Sterpeto) e dei minori (la tragica strage di Brindisi contro minorenni che andavano a scuola ).

Non possiamo puntare sempre e qualunquisticamente il dito sugli organi per legge preposti alla salvaguardia di tali valori e cioè le forze dell’ordine e la magistratura con frasi gratuite del tipo: “gli inquirenti brancolano nel buio” ed ipocritamente riteniamo che addirittura le forze dell’ordine avrebbero dovuto prevenire tali crimini!!!

Invece, qualcosa non quadra, tali delitti sono figli della nostra società, della nostra mancanza di regole, anzi della devianza dalle regole imposte per la civile convivenza e della dilagante indifferenza prima ancora che omertà nei confronti del nostro prossimo (vedasi la mala edilizia di Barletta che ha colposamente portato alla morte di ben 5 innocenti giovani vite) e nei confronti del nostro territorio e dei beni comuni (vedasi la lottizzazione edilizia abusiva di un’area agricola vicino Barletta e l’aria malsana che periodicamente si respira come del resto l’inquinamento del il nostro lungomare con la schiuma in riva), il cui scempio continuativo ed incessante potrebbe portare ad un indebolimento del tessuto sociale ed alla recrudescenza di fenomeni di criminalità che covano da tempo sotto la cenere (vedasi gli ultimi episodi di pistolettate a Barletta).

In difesa della convivenza civile, per non consegnare la nostra società al malaffare ed al delitto, ognuno di noi può e deve indignarsi non solo a parole, ma fattivamente nella propria vita quotidiana perchè la cultura della legalità non deve essere solo il tema di un convegno o una bella parola vuota da spendere in campagna elettorale, ma un preciso e gravoso impegno quotidiano da inculcare nei cittadini a partire dalla scuola fino ad arrivare alle più alte istituzioni.

Nessuno dimentichi Abele

Una giornata dedicata agli eroi della legalità

L’associazione «Nessuno dimentichi Abele» premia la «Gazzetta» 9 aprile 2011

Barletta – Divise, stellette luccicanti e tanti giovani hanno fatto da cornice alla terza edizione del «Premio sicurezza»che nell’ambito della Giornata provinciale della sicurezza pubblica è stato assegnato, il 9 aprile 2011 , nella suggestiva sala rossa del Castello di Barletta ai rappresentanti della forze dell’ordine operanti sul territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani per le ultimeoperazioni di polizia giudiziaria più significative, in favore della sicurezza della comunità e dell’intero territorio. Continua a leggere

Convegno “La Mafia oggi”

Le vittime della mafia